top of page

Regime forfettario e regime del margine per la vendita di auto usate: quando sono compatibili

Una questione dibattuta, oltre a essere una domanda che mi sento rivolgere spesso. Vediamo di chiarirci le idee.

Il regime forfettario in breve

Il regime forfettario, introdotto dall'art. 1, commi 54-89, della L. 23.12.2014 n. 190 (e più volte modificato), consiste in una tassazione agevolata per le persone fisiche che esercitano attività d'impresa o lavoro autonomo, con l'esonero da diversi adempimenti dichiarativi e contabili al ricorrere di determinati requisiti di accesso. Un regime fiscale di favore per il contribuente, per capirci.

Il regime del margine per le auto usate

La vendita di auto usate, in attuazione della VII Direttiva CEE n. 94/5/CEE del 14.2.1994 — recepita in Italia con il D.L. 23.2.1995 n. 41, convertito con modifiche dalla L. 22.3.1995 n. 85 — è disciplinata dal cosiddetto regime del margine, un particolare meccanismo di calcolo dell'IVA riservato a chi esercita il commercio di veicoli usati (e non solo). Anche questo è un regime di favore, pensato per evitare la doppia imposizione.

Un esempio aiuta a capire perché. Se compro un'auto da un privato (quindi senza IVA) e successivamente la rivendo applicando l'IVA in qualità di operatore commerciale, quel bene finirebbe tassato due volte: il soggetto passivo dell'imposta sul valore aggiunto è infatti il consumatore finale, e nella compravendita tra privati l'IVA non è mai stata versata a monte. La conseguenza pratica è che, applicando l'IVA secondo i criteri ordinari, il commerciante non avrebbe alcuna IVA a credito da detrarre su quel veicolo, con un effetto fortemente penalizzante sulla liquidazione. Il regime del margine risolve il problema tassando solo la differenza — il margine, appunto — tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.

Perché in teoria sono incompatibili

La legge che ha introdotto il regime forfettario prevede l'incompatibilità con l'applicazione di regimi speciali ai fini dell'imposta sul valore aggiunto — nel nostro caso, il regime del margine. In questo senso si è espressa anche l'Agenzia delle Entrate con la Circolare 10/E del 4 aprile 2016, ribadendo che i regimi speciali IVA applicati alla rivendita di beni usati non sono compatibili con il regime forfettario.

Il chiarimento del 2019: l'incompatibilità non è automatica

Un successivo documento di prassi, la Circolare 9/E del 10 aprile 2019, ha chiarito che l'incompatibilità tra forfettario e regimi speciali IVA scatta solo quando il regime speciale è obbligatorio per legge. Il regime del margine, invece, è facoltativo per il contribuente: se ne deduce che un commerciante di veicoli usati può accedere al regime forfettario, a condizione di rinunciare al regime del margine e di aver optato per l'applicazione dell'IVA nei modi ordinari.

Qui va fatta attenzione alla tempistica, perché è il punto che genera più dubbi: la rinuncia al regime del margine deve essere già efficace nell'anno precedente a quello di ingresso nel forfettario, non semplicemente dichiarata nell'anno in cui si vuole passare al nuovo regime.

Facciamo un esempio. Tizio è commerciante di auto usate e nel 2023 ha applicato il regime del margine. Vuole accedere al forfettario dal 2024. Può farlo, ma deve aver già applicato l'IVA nei modi ordinari — rinunciando al margine — per l'intero 2023, comunicando la scelta all'Erario nella dichiarazione IVA relativa al 2023, presentata nel 2024, compilando il rigo VO9. Non basta quindi decidere a inizio 2024 di voler passare al forfettario: la rinuncia al regime speciale deve riguardare già l'anno d'imposta precedente.

La novità più recente: se il margine non è mai stato applicato

Un chiarimento più recente aggiunge un tassello importante: se il regime del margine non è mai stato effettivamente applicato in passato — cioè il commerciante non lo ha mai adottato, pur potendolo fare — non esiste alcuna incompatibilità da sanare. In questo caso l'accesso al regime forfettario è possibile fin da subito, senza necessità di alcuna rinuncia formale, perché semplicemente non c'è un regime speciale attivo da cui uscire.

In sintesi: il regime forfettario e il regime del margine possono convivere nel percorso di un commerciante di veicoli usati, ma solo rispettando tempistiche precise per la rinuncia al regime speciale IVA. Vista la delicatezza del tema — e le conseguenze di un'interpretazione sbagliata sulla liquidazione IVA — è sempre consigliabile verificare la propria situazione specifica prima di cambiare regime.

Hai un'attività di commercio di veicoli usati e vuoi valutare il passaggio al regime forfettario? Contattaci: verifichiamo insieme tempistiche e requisiti per la tua situazione specifica.

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti

Commenti


bottom of page